When lot of people in different parts of the world are thinking the same, usually it means something new is in the air (thanks, Carl Gustav!)
Consider this: if everybody downloads content, give them something that cannot reduced to bytes and shared.
Create a unique phsyical object.
Now: read these same thoughts by Evil Monkey and look at his example.
Now: read these excerpt from last Bad Signal, Warren Ellis's newsletter:
"And I'm [...] imagining a comic of this size that has a matte cover like the CD, perhaps even has no art at all on the cover like this CD, just a diagram or two, sleeve notes on the front and back.
Because it's gotten stuck in my head that perhaps the 2.99 comic -- probably the comics single itself, eventually -- is going to become a niche, fetish object. So why not embrace that? Hell, why not embrace all the experiments we've done in things like cover design and backmatter and go the whole hog, package visual narrative fiction like modern experimental design objects. The comics single
as Cultural Unit.
Of course, you'd have to go into comics shops to get them. But hey, it's at least *some* kind of distribution system. And, you know, pirated comics are great if you
just want to read the guts of the thing (in sliightly inferior
form).
But The Object Is The Thing".
Something is movin', sinners.
More on this in a few months, I hope.
p.s. a few hours and comments later. MA! contributes to my point of view with this. Incredible. It's synchronicity, baby.
domenica, luglio 05, 2009
sabato, luglio 04, 2009
There's nothing like "misunderstood genius"/Non esistono geni incompresi
This is a topic I discussed with my friend Paolo.
I've never seen a misunderstood genius.
Meaning: I've never met someone whose works (books, comicbooks) has been rejected, to read it and shout "This is fuckin' GENIUS!".
Never.
If you're good, if you are ANY good, you'll find your way to publishing. Maybe in a niche, but there are so many niches nowadays you can (easily) find yours.
IF you're good.
So if they're telling you your (comic)book is not the (graphic) novel of the century, yes, they might be just stupid assholes who know and understand fuck.
But the blunt truth is they could be 100% right. Maybe you're just not ready yet.
Questo è un argomento con cui ho discusso con il mio amico Paolo.
Non ho mai visto un genio incompreso.
Nel senso: non ho mai incontrato qualcuno il cui lavoro (libri, fumetti) fosse stato rifiutato, leggere questo lavoro ed esclamare "Cazzo, ma questo è un GENIO!".
Mai.
Se sei bravo, se sei MINIMAMENTE bravo, troverai la tua strada verso la pubblicazione. Forse in una nicchia, ma ci sono talmente tante nicchie oggigiorno che puoi (facilmente) trovare la tua.
SE sei bravo.
Quindi se ti stanno dicendo che il tuo libro/fumetto non è il romanzo (a fumetti) del secolo, sì, potrebbe essere che siano solo degli stupidi stronzi che non sanno e non capiscono un cazzo.
Ma la cruda verità è che potrebbero avere ragione al 100%. Forse, semplicemente, non sei ancora pronto.
I've never seen a misunderstood genius.
Meaning: I've never met someone whose works (books, comicbooks) has been rejected, to read it and shout "This is fuckin' GENIUS!".
Never.
If you're good, if you are ANY good, you'll find your way to publishing. Maybe in a niche, but there are so many niches nowadays you can (easily) find yours.
IF you're good.
So if they're telling you your (comic)book is not the (graphic) novel of the century, yes, they might be just stupid assholes who know and understand fuck.
But the blunt truth is they could be 100% right. Maybe you're just not ready yet.
Questo è un argomento con cui ho discusso con il mio amico Paolo.
Non ho mai visto un genio incompreso.
Nel senso: non ho mai incontrato qualcuno il cui lavoro (libri, fumetti) fosse stato rifiutato, leggere questo lavoro ed esclamare "Cazzo, ma questo è un GENIO!".
Mai.
Se sei bravo, se sei MINIMAMENTE bravo, troverai la tua strada verso la pubblicazione. Forse in una nicchia, ma ci sono talmente tante nicchie oggigiorno che puoi (facilmente) trovare la tua.
SE sei bravo.
Quindi se ti stanno dicendo che il tuo libro/fumetto non è il romanzo (a fumetti) del secolo, sì, potrebbe essere che siano solo degli stupidi stronzi che non sanno e non capiscono un cazzo.
Ma la cruda verità è che potrebbero avere ragione al 100%. Forse, semplicemente, non sei ancora pronto.
Categoria della minchiata:
Thoughts on comics,
Thoughts on literature
mercoledì, luglio 01, 2009
"ADRIANO BARONE E' UNA FRESCA E NUOVA VOCE DELL'HORROR/NEW WEIRD"
Lo dice Sergio Altieri (quinto intervento) qui, in una serie di interviste incrociate ad editor di varie nazioni.
La domanda è "Cosa si stanno perdendo i lettori che leggono solo fantascienza e fantastico scritto in lingua inglese?"
Personalmente mi considero più uno scrittore horror/Bizarro (probabilmente l'unico in Italia). Ma è un particolare. Far parte di quella lista, essere citato tra tutti gli autori che potevano essere menzionati al mio posto...beh, è proprio un onore.
"A fresh new woice in horror/New Weird". That would be me. So says Sergio Altieri (fifth answer) SFSignal, in a series of interviews to editors of different nations. The question is: "What is going on right now in the international sf/f scene that anglophone readers might be missing out on?"
Personally I consider myself more of a horror/Bizarro (probably the only Italian one) writer. But this is just a detail. Being part of that list, being chosen between all the authors that could have been mentioned instead of me...well, it's an honor.
La domanda è "Cosa si stanno perdendo i lettori che leggono solo fantascienza e fantastico scritto in lingua inglese?"
Personalmente mi considero più uno scrittore horror/Bizarro (probabilmente l'unico in Italia). Ma è un particolare. Far parte di quella lista, essere citato tra tutti gli autori che potevano essere menzionati al mio posto...beh, è proprio un onore.
"A fresh new woice in horror/New Weird". That would be me. So says Sergio Altieri (fifth answer) SFSignal, in a series of interviews to editors of different nations. The question is: "What is going on right now in the international sf/f scene that anglophone readers might be missing out on?"
Personally I consider myself more of a horror/Bizarro (probably the only Italian one) writer. But this is just a detail. Being part of that list, being chosen between all the authors that could have been mentioned instead of me...well, it's an honor.
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My things,
Puntini sulle i; Rosicare io?
martedì, giugno 30, 2009
THE NEW WEIRD: INTRODUZIONE DI VANDERMEER DISPONIBILE SUL SUO SITO
A più di un anno dall'uscita dell'antologico The New Weird, Jeff Vandermeer ripubblica integralmente on line la sua introduzione al libro (tra l'altro, spero che qualcuno si decida a tradurre l'antologia, che siano gli editori a cui l'ho proposta o meno).
Assolutamente da leggere se pensate che la fantascienza sia morta, se vi lamentate che nel fantastico si scrivano sempre le stesse cose, se credete che in Italia Evangelisti, Wu Ming 5 e Kai Zen scrivano New Weird, e invece no.
Qualcosa nel fantastico si muove e continua a muoversi. Chiaramente bisogna guardare con più attenzione, non cercare nei soliti scaffali, spostarsi verso la sezione cult, come dicono gli autori di Bizarro Fiction (che è un'altra storia ancora).
Se il New Weird è già morto, come fa notare Jeff Vandermeer, adesso è già il momento di scrivere il Next Weird. Non abbassare la guardia. Non rifare quello che è già stato fatto. Non esistono limiti.
E se i grossi editori non vi danno ascolto, andate da quelli medi e piccoli. Diventate cult.
Si può fare.
Assolutamente da leggere se pensate che la fantascienza sia morta, se vi lamentate che nel fantastico si scrivano sempre le stesse cose, se credete che in Italia Evangelisti, Wu Ming 5 e Kai Zen scrivano New Weird, e invece no.
Qualcosa nel fantastico si muove e continua a muoversi. Chiaramente bisogna guardare con più attenzione, non cercare nei soliti scaffali, spostarsi verso la sezione cult, come dicono gli autori di Bizarro Fiction (che è un'altra storia ancora).
Se il New Weird è già morto, come fa notare Jeff Vandermeer, adesso è già il momento di scrivere il Next Weird. Non abbassare la guardia. Non rifare quello che è già stato fatto. Non esistono limiti.
E se i grossi editori non vi danno ascolto, andate da quelli medi e piccoli. Diventate cult.
Si può fare.
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Thoughts on literature
domenica, giugno 28, 2009
Riflessioni minime sul teatro futurista
"Teatro futurista sintetico" (a cura di Guido Davico Bonino, il melangolo) aiuta a gettare luce sul movimento futurista nel suo complesso.
La "pretesa" futurista di abbracciare con la propria rivoluzione TUTTE le arti, si esplicitò con notevoli risultati in campo artistico, mentre gli esiti furono diversi in altri campi, come risulta chiaro dalla qualità altalentante di questa selezione (ed è già una selezione!) di "scritti teatrali sintetici".
Del resto già il fiorentino Emilio Settimelli, che con Marinetti e Bruno Ginanni-Corradini elaborarò il testo "Teatro futurista sintetico" del 1915, nel 1919 aveva già riflettutto sulle difficoltà pratiche relative alla realizzione di un teatro futurista, destinato al fallimento già in partenza:
"1) Mancanza di mezzi adeguati ad un così vasto e importante rivolgimento. 2) Troppo sparpaglio di forze imponendoci troppe riforme tutte insieme. 3) Insufficienza di interpretazione.
La mancanza di mezzi adeguati ci impedì di dare una costruzione più robusta alla nostra impresa. Dovevamo avere una compagnia nostra ed un teatro nostro. Specie il non avere un teatro costruito appositamente ci ha molto danneggiato perchè ha reso molto meno efficaci le nostre sintesi. Accadeva talvolta che le sintesi duravano tre minuti e l'intervallo per arrivare all'altra, un quarto d'ora. Questo generava noia e impazienza nel pubblico, malumore che si riversava sulla sintesi successiva... Una compagnia specializzata avrebbe anch'essa agevolato il successo perchè spesso le nostre sintesi hanno parti vivissime che richiedono attori eccezionali".
Ciò non toglie minimamente merito alla visione olistica che soggiaceva ai manifesti di Marinetti e soci, che a volte restano mirabili di per sè, ma appunto, furono di difficile attuazione per semplici motivi pratici.
In ogni caso, "trying to exceed their own grasp" fu la regola per i futuristi. Come la storia ha dimostrato, a volte ci riuscirono, a volte no. Ma ci provarono, e provarono duro, e in ogni campo della cultura. E solo l'aspirazione stessa merita rispetto, di per sè, a prescindere dai risultati.
La "pretesa" futurista di abbracciare con la propria rivoluzione TUTTE le arti, si esplicitò con notevoli risultati in campo artistico, mentre gli esiti furono diversi in altri campi, come risulta chiaro dalla qualità altalentante di questa selezione (ed è già una selezione!) di "scritti teatrali sintetici".
Del resto già il fiorentino Emilio Settimelli, che con Marinetti e Bruno Ginanni-Corradini elaborarò il testo "Teatro futurista sintetico" del 1915, nel 1919 aveva già riflettutto sulle difficoltà pratiche relative alla realizzione di un teatro futurista, destinato al fallimento già in partenza:
"1) Mancanza di mezzi adeguati ad un così vasto e importante rivolgimento. 2) Troppo sparpaglio di forze imponendoci troppe riforme tutte insieme. 3) Insufficienza di interpretazione.
La mancanza di mezzi adeguati ci impedì di dare una costruzione più robusta alla nostra impresa. Dovevamo avere una compagnia nostra ed un teatro nostro. Specie il non avere un teatro costruito appositamente ci ha molto danneggiato perchè ha reso molto meno efficaci le nostre sintesi. Accadeva talvolta che le sintesi duravano tre minuti e l'intervallo per arrivare all'altra, un quarto d'ora. Questo generava noia e impazienza nel pubblico, malumore che si riversava sulla sintesi successiva... Una compagnia specializzata avrebbe anch'essa agevolato il successo perchè spesso le nostre sintesi hanno parti vivissime che richiedono attori eccezionali".
Ciò non toglie minimamente merito alla visione olistica che soggiaceva ai manifesti di Marinetti e soci, che a volte restano mirabili di per sè, ma appunto, furono di difficile attuazione per semplici motivi pratici.
In ogni caso, "trying to exceed their own grasp" fu la regola per i futuristi. Come la storia ha dimostrato, a volte ci riuscirono, a volte no. Ma ci provarono, e provarono duro, e in ogni campo della cultura. E solo l'aspirazione stessa merita rispetto, di per sè, a prescindere dai risultati.
Categoria della minchiata:
Food for thoughts,
Thoughts on (Italian) literature
venerdì, giugno 26, 2009
MANGAKA, rivista dedicata al manga europeo, presto in edicola
Dopo ANIMAls, una nuova rivista verrà pubblicata da Coniglio Editore.
Mangaka sarà curata da Davide Castellazzi.
Qui un'intervista al curatore.
L'aspetto interessante è che i lettori potranno inviare i loro lavori, che, se ritenuti meritevoli di pubblicazione, veranno pubblicati e regolarmente retribuiti.
Iniziativa molto interessante, incrociamo le dita perchè sia vincente.
Personalmente credo che finchè si distinguerà tra "mangaka" e "fumettista", continueranno ad esserci pregiudizi sulla godibilità di alcuni stili di disegno di autori occidentali solo perchè presentano un'evidente influenza nipponica.
Ma probabilmente bisogna passare attraverso qualche fase di "avvicinamento" tra due mondi ancora abbastanza distanti, prima che si arrivi a giudicare un disegnatore per quello che è, e basta. Speriamo che uno dei risultati di questa rivista sia aiutare e velocizzare questo processo.
Mangaka sarà curata da Davide Castellazzi.
Qui un'intervista al curatore.
L'aspetto interessante è che i lettori potranno inviare i loro lavori, che, se ritenuti meritevoli di pubblicazione, veranno pubblicati e regolarmente retribuiti.
Iniziativa molto interessante, incrociamo le dita perchè sia vincente.
Personalmente credo che finchè si distinguerà tra "mangaka" e "fumettista", continueranno ad esserci pregiudizi sulla godibilità di alcuni stili di disegno di autori occidentali solo perchè presentano un'evidente influenza nipponica.
Ma probabilmente bisogna passare attraverso qualche fase di "avvicinamento" tra due mondi ancora abbastanza distanti, prima che si arrivi a giudicare un disegnatore per quello che è, e basta. Speriamo che uno dei risultati di questa rivista sia aiutare e velocizzare questo processo.
Metti una sera in Scighera a parlare di fumetti...
...con Laura Scarpa, con Alessio Lega che suona e legge Michele Mari, con Angelo Stano (hai presente le copertine di quel fumetto lì, quello? Dylan Dog? Le fa lui), con Paolo Bacilieri?
Serata splendida, Scighera strapiena.
Ecco una sintesi a fumetti della parte finale della serata disegnata in diretta da Paolo Bacilieri mentre si leggeva, discuteva e rideva:

Che dire? Grazie a tutti.
Ah, leggete ANIMAls.
Serata splendida, Scighera strapiena.
Ecco una sintesi a fumetti della parte finale della serata disegnata in diretta da Paolo Bacilieri mentre si leggeva, discuteva e rideva:

Che dire? Grazie a tutti.
Ah, leggete ANIMAls.
lunedì, giugno 22, 2009
25/06/09: ANIMAls al circolo Arci La Scighera di Milano

Questo giovedì, il 25 giugno, ore 21,30, al circolo Arci La Scighera, in via Candiani 131 a Milano, è di scena ANIMAls, la nuova rivista a fumetti di Coniglio Editore. Laura Scarpa a presentare, Paolo Bacilieri e Davide Toffolo a raccontare e disegnare e inoltre reading del racconto di Michele Mari, letto da Alessio Lega. Sarà presente l'autore.
La situazione la tiene sotto controllo il sottoscritto.
p.s. ingresso libero con tessera Arci significa che se vuoi entrare, DEVI farla.
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